Il Regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa
Ti porrò nella cavità della rupe
Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe
11 giugno 2012
Io sono il Signore, colui che ti guarisce
storia di una vocazione al Carmelo
Un dialogo sincero ed attento è alla base per formare quel focolare dove l’amore fraterno e la possibilità per ognuna di esprimere la propria unicità sia necessario nella verità dell’amore.
Un dialogo come un fatto esistenziale nella ricerca della verità dell’amore e non è fatto di sole parole: ogni istante che viviamo nella giornata è un modo di “parlare”, un’occasione per comunicare e può essere fonte di gioia per l’altra.
In questo aiuta la custodia del silenzio che valorizza la parola li dove si manifesta, ecco perché al Carmelo le ricreazioni sono molto vivaci, si contraddistinguono per uno stile tipico in cui ci si sente a casa.

Aspetto fondamentale che caratterizza la vita carmelitana fin dalle origini, quando i primi monaci si ritirarono a vita di preghiera sul monte di Elia, il Carmelo, è la fraternità. Essa trae origine ed ispirazione dalla prima comunità cristiana (Atti 4, 32-35) e poi via via col passare dei secoli fino al Medio Evo dove si fa più forte l'esigenza di ritirarsi in preghiera, penitenza e meditazione della legge del Signore da parte di alcuni uomini.
Questa scelta ha un valore di testimonianza per la Chiesa, in quanto la scelta di consacrarsi al Signore attraverso i voti di obbedienza, di povertà e castità prefigura e annuncia la vita futura in Cristo. Al tempo stesso, nel nostro "camminare" insieme, ci avviciniamo ai fratelli e alle sorelle specialmente a quelli più poveri e bisognosi, offrendo il nostro ascolto e la nostra accoglienza.
Vita di fraternità è vita di preghiera, vita eucaristica. E' lì intorno all'altare che ogni giorno facciamo esperienza di essere sorelle tra noi e figlie nel Figlio dell'unico Padre, che non ha esitato "a dare il suo Figlio Unigenito, perché chiunque creda in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv 3,16).
Vita fraterna significa conciliare, in uno sforzo continuo e costante, lo sviluppo e la valorizzazione dei doni, delle potenzialità di ciascuna di noi con le esigenze degli orientamenti delle Costituzioni. La vita di fraternità è la prima scuola dove impariamo a mettere in pratica il comandamento dell'amore. E' un esercizio costante della carità, della pazienza, della mitezza, è una palestra di virtù. E' anche il luogo e la dimensione dove Dio, che ci sceglie ogni istante, minuto dopo minuto, ci chiama ad incontrarlo. Come ci insegna l'evangelista nella sua prima lettera "se uno dicesse "Io amo Dio", e odiasse suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede".