Il Regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa
Ti porrò nella cavità della rupe
Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe
11 giugno 2012
Io sono il Signore, colui che ti guarisce
storia di una vocazione al Carmelo
Presente a se stesso e ai fratelli, l'orante è l'homo vigilans, l'uomo vigilante, colui che non esaurendosi nell'immediato sa misurarsi con la lunga e paziente attesa del quotidiano esprimendo il tutto che è in ogni frammento del suo procedere senza il timore di sentirsi vulnerabile, disarmato, consapevole che le sue ferite sono piccole feritoie in cui è consentito alla vita fluire, potendo realizzare il suo fine canta all'Amore con il suo "cuore piagato", stretto in una "fiamma che consuma e non dà pena" e disposto a chiedere, pur di accostarlo"o amato al dolce incontro rompi la tela" (cfr GIOVANNI DELLA CROCE, Cantico spirituale B, Strofe n. 14,15,38; Fiamma viva d'amore, Strofe 1,2 in Scritti, OCD, Roma 2000).

Il richiamo del maestro alla vigilanza: "Vegliate!". "Sia attento il vostro cuore!" ( cfr Mc 13, 33; cfr Mt 24,37-44; cfr Mt 26,38; cfr Lc 21,36; cfr Gv 14,1-12). Rende il cristiano un orante per vocazione. Un chiamato ad alzarsi da una posizione orizzontale, propria di colui che sonnecchia e a vivere ritto di fronte alla notte, senza annullarla ma riposando in essa facendo memoria che è possibile passare dall'imperfezione al compimento per essere specchio del suo Signore non come chi dorme, come colui che non è attento, accorto, ed è preda della paura e del dubbio, ma alla maniera di chi vegliando vive in profondità dando spessore ai suoi giorni.
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